Una pillola per il no al giorno: vota no per difendere il tuo territorio

2' di lettura 28/08/2020 - Quando fu scritta la Costituzione, nel 1947, i collegamenti con Roma erano scarsi e il numero dei parlamentari eletti fu fissato in 945. Già la riduzione a 600, in realtà, considerando la proporzione del 1947, è un dimezzamento. Oggi la pretesa di tagliare ancora il numero dei parlamentari è un’operazione antitecnologica, perché presuppone un’Italia ferma nel tempo, ed è antipopolare perché nega la crescita demografica. Può sembrare semplicemente uno slogan accattivante da campagna elettorale, ma in realtà è vero.

Cosa ha a che fare il Referendum sulla riduzione del numero dei parlamentari con il nostro territorio?

È molto semplice: se decideremo di diminuire i nostri rappresentanti in Parlamento, servirà un collegio più grande per eleggere un deputato o un senatore. Secondo la nostra legge elettorale, questo effetto sarà ancora più evidente nelle piccole regioni e devastante per le popolazioni dell’interno, ovvero quelle aree con molta meno densità abitativa, ma anche i territori costieri non se la passeranno bene.
Sarà quindi davvero improbabile che un qualsiasi cittadino del comprensorio Misa-Nevola venga eletto in Parlamento. È evidente che senza nessun rappresentate del nostro territorio saranno altri a decidere del nostro futuro. E se, ad esempio, sarà necessario effettuare altre ristrutturazioni in materia di sanità o di pianificazione del territorio regionale e mobilità al suo interno, è molto facile che verranno colpite quelle infrastrutture e quei presidi che non hanno nessuno pronto a difenderli in Parlamento.
La questione dei collegi troppo grandi che penalizzano i piccoli centri e le comunità montane c’è, ed il rischio è concreto. Il taglio dei parlamentari sommato alle norme elettorali in vigore apre una ferita nella capacità di rappresentare i cittadini, i territori, le posizioni politiche esistenti nel Paese, creando per di più squilibri tra le aree territoriali a parità di popolazione.

Chi vota Sì, in maniera molto banale sostiene che, siccome i parlamentari nelle Marche non fanno niente per il loro territorio, si possono diminuire e che quindi non servono.
Intanto la questione non è giudicare se chi ci ha rappresentato fino ad oggi abbia agito bene o male, questo attiene all’idea politica di ognuno di noi. L’elemento dirimente e irrinunciabile è che qualcuno che rappresenti il nostro territorio ci sia o meno: può lavorare bene o male, ma questo sta al giudizio politico dei cittadini e non deve essere pregiudiziale. È elementare ribadire che avere qualcuno che ti rappresenti o non averlo faccia la differenza; quindi se si ama il proprio territorio, lo si vuole difendere e gli si vuole dare una possibilità di valorizzarlo, si deve, prima di tutto, fare in modo che sia rappresentato e quindi bisogna VOTARE NO a questa ennesima controriforma costituzionale


da Comitato per il No al referendum costituzionale





Questo è uno spazio elettorale autogestito pubblicato il 28-08-2020 alle 12:55 sul giornale del 29 agosto 2020 - 180 letture

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