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Kirill Petrenko sul podio dell’Orchestra Sinfonica della Rai

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L’ultimo concerto della stagione in programma il 24 maggio al Toscanini

Segna l'attesissimo ritorno di Kirill Petrenko, il direttore russo naturalizzato austriaco e attuale Direttore principale dei Berliner Philharmoniker, il concerto di chiusura della stagione dell'Orchestra Sinfonica Nazionale della Rai. L'evento si terrà mercoledì 24 maggio alle 20 presso l'Auditorium Rai "Arturo Toscanini" di Torino, con una replica giovedì 25 maggio alle 20:30 con trasmissione in diretta su Rai Radio3 e venerdì 26 maggio alle 20 al Teatro Grande di Brescia. Petrenko ha un rapporto di oltre vent'anni con l'Orchestra Rai. Ha diretto per la prima volta l'orchestra nel 2001, debuttando in Italia con una memorabile esecuzione di "Der Rosenkavalier" (Il cavaliere della rosa) di Richard Strauss, e è tornato altre cinque volte nelle stagioni successive, affrontando una vasta gamma di repertori. Il concerto di maggio 2023 sarà la sua settima volta a capo dell'ensemble Rai, l'orchestra italiana che ha diretto più frequentemente. Dopo il suo debutto del 2001, è tornato a Torino nel 2002 con la Settima Sinfonia di Šostakovič; nel 2003 con il Concerto per violoncello in si minore di Dvořák, interpretato da Mischa Maisky, e il balletto "L'Oiseau de feu" (L'uccello di fuoco) di Stravinskij; nel 2013, nell'anno del bicentenario della nascita di Wagner, è stato chiamato a dirigere il "Ring des Nibelungen" (L'anello del Nibelungo) a Bayreuth, presentando una selezione di brani tratti dalla "Götterdämmerung" (Il crepuscolo degli dei); nel 2016 ha diretto la Sinfonia "Haffner" di Mozart e la Sinfonia "Patetica" di Čajkovskij; e nel 2019 ha eseguito due capisaldi del titanismo musicale: la Terza Sinfonia di Beethoven, detta "Eroica", e il poema sinfonico "Ein Heldenleben" (Vita d'eroe) di Strauss. Per la sua settima apparizione sul podio dell'OSN Rai, Petrenko proporrà i "Drei Orchesterstücke" op. 6 di Alban Berg e la "Lemminkäinen Suite" di Jean Sibelius. I "Drei Orchesterstücke", composti tra il 1914 e il 1915, rappresentano il primo lavoro per grande orchestra del compositore austriaco e segnano il suo distacco da Arnold Schönberg. Queste tre sezioni - "Präludium", "Reigen" e "Marsch" - mostrano un ampio respiro sinfonico che guarda al futuro, pur riflettendo da vicino la tradizione tardo-romantica di Mahler.



Questo è un articolo pubblicato il 24-05-2023 alle 13:40 sul giornale del 25 maggio 2023 - 50 letture






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